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Ceregnano (Rovigo)
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Padre Alphonso

Guarda alcune foto di Padre Alphonso nella sua Parrocchia
Padre alphonso

15 ottobre 2007
Sono Don Alphonso Francis, vengo da Calcutta in India, la città dove Madre Teresa trovò la sua gioia e realizzò la sua vocazione e mi benedì nel giorno della mia Ordinazione.
Attualmente sto facendo servizio in una parrocchia intitolata a San Francesco Saverio. Questa chiesa è vicina al confine con il Bangladesh.
La mia parrocchia è composta da 600 famiglie divise in 5 aree di missione. La maggior parte sono profughi provenienti dal Bangladesh. Molti di loro sono contadini, lavorano nelle coltivazioni di riso; altri lavorano nelle fabbriche di mattoni e nelle loro case, guadagnando 50-100 rupie al giorno, circa uno o due euro.
Vivono in semplici case di fango, alcuni hanno l’acqua corrente, molti no, ma usano i pozzi comuni. Nella nostra parrocchia sono presenti molte associazioni, come la Legions of Mary, per adulti e bambini, e la Vincenzo De Paoli; ci sono gruppi per i giovani, come il Young Christian Student, il Christian leadership Training Group e il Gruppo Chierichetti per bambini e bambine.
Abbiamo 90 Neo-Catecumeni che si stanno preparando a ricevere il Battesimo. Ogni domenica, dopo la messa, c’è il Catechismo per bambini e adulti.
Sono fiero di dire che ho visitato tutte le case dei miei parrocchiani; conosco ogni famiglia e cerco di farli stare bene. Visito spesso gli ammalati e porto loro la Comunione regolarmente.
Lo scorso anno 60 bambini hanno ricevuto la Prima Comunione e quest’anno, il 3 dicembre, 80 ragazzi riceveranno il sacramento della Confermazione.
I miei parrocchiani stanno bene con me, e io sono felice di stare con loro. Il segreto della mia felicità è la costante preghiera personale che mi conduce a servire le persone che Dio mi ha affidato con responsabilità e amore. La gioia dei miei parrocchiani è data dal mio essere caritatevole e disponibile per loro.
Calcutta è stata particolarmente benedetta dall’amore e dal sostegno di benefattori italiani.
Le missioni indiane sono state fondate da missionari italiani che, attraverso il loro sincero amore per Gesù, hanno predicato la Buona Novella con zelo convertendo molte anime.
Il loro duro lavoro, insieme agli aiuti economici di generosi benefattori, hanno aiutato l’India a crescere nella fede.
Per questo sono molto grato a Don Valentino, Don Giorgio, Don Silvio e a tutti i miei amati parrocchiani di Ceregnano-Pezzoli, per il loro affetto, la loro generosità e il loro importante supporto.
Vi prometto le mie preghiere e le preghiere e l’affetto della mia gente, affinché possiamo sempre rimanere uniti nel Signore e nella nostra Madre Celeste.

11 novembre 2006
Nell’ottobre/novembre 2003 ha avuto luogo a Roma, la beatificazione di Madre Teresa di Calcutta e Don Alphonso approfittò dell'occasione per conoscere e visitare Anna e Vittorino, suoi genitori adottivi e tutti noi.Sono già passati tre anni dalla sua visita e durante questo periodo abbiamo mantenuto sempre i contatti e abbiamo contribuito in piccola parte a far crescere un po’ la sua parrocchia. Attraverso lettere che Don Alphonso invia ad Anna e Vittorino, e contatti via internet tenuti con Padre Elias che coadiuva Don Alphonso nella sua opera, veniamo informati in tempo reale delle attività che vengono intraprese per far crescere la loro comunità. Dalle foto che ci hanno inviato abbiamo potuto constatare che la parrocchia “Del Sacro Cuore” è abbastanza estesa, in quanto costituita da tanti piccoli villaggi lontani tra loro, e i due religiosi girano fra i villaggi per verificare e controllare le necessità della loro chiesa. Durante questo periodo hanno aperto asili, una scuola per insegnare la lingua inglese, organizzano campi scuola per i ragazzi. Guardando le foto possiamo vedere quanta pace, gioia, felicità, voglia di fare hanno tutti, però vediamo anche di quante cose ancora necessita la parrocchia.Scrive Don Alphonso in una sua lettera: “La mia chiesa vibra sempre di gioia. La gente è veramente brava, aiuta e collabora.” Questa è la vita che Don Alphonso ha deciso di vivere: infatti il Vescovo della sua Diocesi gli aveva proposto un incarico di rilievo in Diocesi, ma lui ha rifiutato perchè vuole vivere la sua chiamata come Madre Teresa, al servizio dei più umili. Conclude in una sua lettera: “Ci sono molte attività in corso nella mia chiesa … Sono molto felice nel mio ruolo di sacerdote.” A noi non resta che aiutarlo. 

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